Alla Cortese attenzione del Direttore Generale dell’ASL 7 Ing. Pasquale Clericò
E p.c. All’Assessore alla Sanità On. Doris Lo Moro
Egr. Direttore,
ho apprezzato la lettera* che ha inviato a noi MMG (prot. N 424 del 08-6-06) in quanto ho notato un nuovo approccio al problema spesa farmaceutica.
Le informazioni che posso dare sono ovvie per qualsiasi MMG, ma considerando le strategie adottate dalla Regione Calabria e dall’ASL per risolvere il problema, forse la situazione non è così chiara per tutti.
L’eliminazione del ticket ha causato un incremento di spesa in quanto:
a) 1 euro per confezione non impediva la cura delle patologie, ma era un deterrente per lo spreco di farmaci;
b) Il paziente chiedeva e accettava ben volentieri un campione omaggio;
c) I farmaci con brevetto scaduto, quindi meno cari, erano avvantaggiati in quanto il paziente non doveva pagare nulla;
d) Alcuni cittadini erano più disponibili a prendere i farmaci con duplice via di distribuzione dalla farmacia dell’ASL in quanto avevano una fornitura per un mese e non dovevano pagare il ticket.
La Regione Calabria è una delle regioni che utilizza meno la distribuzione diretta dei farmaci e non potrebbe essere altrimenti in quanto:
a) gli specialisti che prescrivono i farmaci, con la rarissima eccezione degli ematologi del Pugliese, non informano il paziente (il fenomeno è talmente diffuso che è verosimile che molti specialisti non conoscano la possibilità della duplice via di distribuzione)
b) se il MMG convince il proprio paziente a far risparmiare l’ASL, inizia per costui una via crucis: prima deve andare dal funzionario del polo sanitario per farsi compilare l’apposito modulo, quindi deve recarsi alla farmacia del distretto in uno dei due giorni la settimana in cui avviene la distribuzione diretta; se il farmaco è disponibile può prenderlo, se la farmacia è sprovvista gli viene consigliato di ritornare dal suo MMG per la prescrizione e quindi di ritirare il farmaco in una qualsiasi farmacia privata.
Fino ad ora solo i MMG sono stati sensibilizzati al problema spesa farmaceutica, i colleghi ospedalieri ed universitari non sono stati informati sulla necessità di evitare sprechi e solitamente non conoscono neppure il costo dei farmaci.
La prescrizione di omeprazolo in nota 1 è emblematica. L’omeprazolo continua ad essere prescritto da molti colleghi ospedalieri per la prevenzione delle emorragie gastriche nei pazienti che utilizzano FANS (aspirina, antinfiammatori non steroidei); l’omeprazolo da 20 mg costa in Italia oltre 25 euro (confezione da 14 cpr), mentre nella gran parte d’Europa è scaduto il brevetto e costa molto meno, in Italia costa molto in quanto anni fa è stata emanata una legge che prolungava la durata del brevetto; nessun informatore lo consiglia più, consigliano l’esomeprazolo (farmaco copia dell’omeprazolo ma con brevetto recente, tutte le ditte che hanno l’omeprazolo distribuiscono anche l’esomeprazolo).
L’omeprazolo viene prescritto solo per abitudine e perché nessuno ha suggerito agli ospedalieri di utilizzare meglio le risorse economiche; la terapia con omeprazolo costa il doppio o il quadruplo rispetto ad altri farmaci molto simili e aventi la stessa efficacia:
Omeprazolo 20 mg 25. euro/confezione 650 euro/anno
Esomeprazolo 20 21 546
Pantoprazolo 20 12 312
Lantoprazolo 15 6 156
Il lansoprazolo costava quanto il pantoprazolo 20 fino a qualche mese fa; adesso il prezzo è diminuito in quanto è scaduto il brevetto.
Per poter prescrivere farmaci equivalenti, ma meno costosi, gli ospedalieri devono conoscere i prezzi e l’unico sistema rapido ed efficace ritengo sia dotarli di un software simile a quelli che utilizziamo da anni noi MMG. L’informatizzazione delle cartelle degli ambulatori ospedalieri consentirebbe inoltre di rispettare le note AIFA (molti ospedalieri non conoscono e quindi non rispettano ad es. la nota 1 e la 13), ma soprattutto una migliore gestione del paziente. E’ inverosimile che reparti dotati di apparecchi sofisticati e costosi non abbiano a disposizione un computer ed un programma di archivio pazienti e stampa ricette.
In conclusione: noi MMG da anni veniamo sollecitati dall’ASL sulla necessità di evitare un’eccessiva spesa farmaceutica e senza dubbio la gran parte di noi valuta attentamente anche il costo del farmaco prima di prescriverlo; se si vuole realmente ridurre la spesa, la classe politica deve fare una scelta razionale, non demagogica e i direttori degli ospedali devono mettere in condizione i colleghi ospedalieri di poter prescrivere valutando anche il costo del farmaco.
Borgia, 22-11-2006 Cordiali saluti
Dr. Antonio Scuteri
* La lettera inviata ai MMG dal Direttore dell'ASL ci informava che dal 1° settembre 2005, giorno dell'eliminazione del ticket sui farmaci, la spesa farmaceutica era aumenata del 25%.
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